BE A BEAR

Senza dubbio, quello di Be a Bear è un progetto nuovo, originale, sperimentale e molto curioso. 

“Martin Doesn’t Agree” EP (2019 – Il Piccio Records), “Climb Your Time” (2018 – La Fame Dischi), “Time“ EP (2017 – La Fame Dischi) e  “Push-e-Bah” (2016 – La Fame Dischi), sono la chiave per entrare nella tana dell’orso più tecnologico del Mondo, dietro il quale si cela Filippo Zironi, artista bolognese nato e cresciuto per 15 anni nello ska-punk firmato Le Braghe Corte, e che oggi ha un progetto tutto suo, strano, dalla semplicità assoluta e proprio per questo piuttosto geniale. Una base elettronica che si miscela con la vecchia scuola del rock e i suoni della natura, in cui la voce non è melodia ma immagine, video e montaggio emozionale, dal messaggio chiaro e positivo.

Noto per la sua personalità poliedrica e per il suo stile goliardico, Be a Bear è stato il primo artista nella discografia italiana ad utilizzare l’iPhone per comporre, registrare, mixare e quindi produrre per intero la propria musica. Il cellulare inteso come vero e proprio studio di registrazione di questo bizzarro ed eccentrico artista, che non disdegna anche l’utilizzo di strumenti a giocattolo, rigorosamente rubati a sua figlia Bianca. Tra l’altro quest’ultima, alla tenera età di 9 mesi, ha messo la voce nel brano “My Lullaby” (2016).
Il 21 ottobre 2019 pubblica per l’etichetta indipendente Il Piccio Records l’ep Martin Doesn’t Agree e il 26 aprile 2020 pubblica il video-esperimento-sociale “Waiting For My Lover”, brano dell’album Climb Your Time (2018). Il video è estratto dal visual-live presentato nel tour 2018 e mai pubblicato ufficialmente fino ad ora.

Be a Bear è anche un’esortazione, una strada da seguire, che ha lo scopo di dimostrare che con poco si può fare molto, ispirandosi alla vita quotidiana, con l’intento di lasciare un messaggio semplice ma importante, cioè quello di rispettare chi e cosa ci circonda. Ognuno ha un “animale” dentro, dovremmo essere tutti più animali e meno uomini, più legati alla nostra terra, più in contatto con la natura. Vivere da orso vuol dire tirare fuori la parte più selvaggia, quella che di solito nascondiamo meglio; vuol dire usare quella parte aggressiva ma tanto dolce per far bene le cose in cui si crede; vuol dire diventare sempre più uomo cercando di capire come vivere veramente e non solo semplicemente esistere; vuol dire divertirsi e far divertire gli altri, stare bene e sorridere. 

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